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Liceo statale "Galileo Galilei" | Caravaggio

4 Aprile 2017 - 18:15

Diario dalla Malesia/6

di Matilda Rotta

Oggi ho l'immenso piacere di raccontarvi un po' della mia recente esperienza di scambio, che ha avuto luogo dall'11 al 24 marzo. In breve, si tratta di un programma di due settimane durante il quale gli studenti vengono assegnati ad una famiglia temporanea in uno stato diverso da quello in cui ci si trova, per dare loro la possibilità di vivere in un ambiente diverso e fare nuove esperienze.

Da Klang, la mia attuale città nel Selangor (che ho menzionato nel mio primo diario, fateci un salto) mi sono così trasferita nello stato di Terengganu, più precisamente nella capitale Kuala Terengganu, situata a otto ore di pullman di distanza. Ad accompagnarmi c'erano altri sette studenti, anche loro in fermento per l'eccitazione dovuta all'avventura che di lì a poco avremmo vissuto.

Entriamo ora nel vivo dell'articolo. Inizio spendendo due parole riguardo a Terengganu: esso, insieme a Kelantan e Kedah, è da annoverarsi fra gli stati più conservatori della Malesia, ovvero quelli dove la presenza dell'Islam è molto più forte e la popolazione è a maggioranza malese e musulmana. Anche la scuola, per esempio, inizia di domenica, mentre a Klang il weekend è identico a quello italiano.

 

Terengganu si trova a nord-est del Paese ed é rinomato e conosciuto a livello internazionale per le meravigliose spiagge ed le acque cristalline, fra le più belle nel Mare Cinese del Sud. L'isola di Redang, che ho esplorato durante una gita di due giorni organizzata dal centro locale di Afs, è possibile ammirare la barriera corallina, nuotare insieme a pesci tropicali e scorgere piccoli squali o addirittura tartarughe, ma solo se siete particolarmente fortunati. Questo stato è inoltre famoso per la varietà di pesce presente, specialmente per il "keropok", che potremmo definire uno snack a base di pesce molto gustoso, presente anche nella versione fritta e croccante "keropok lekor", accompagnato da salsa chili.

Moschea di Cristallo di Pulau RedangIl mio soggiorno mi ha inoltre insegnato parecchio riguardo alla religione islamica. Complici soprattutto le visite alla Moschea di Cristallo, vicina all'enorme "Islamic Heritage Park"', che espone repliche ridotte delle più belle moschee al mondo, e la mia famiglia, che pur essendo cinese è stata felice di rispondere alle mie curiosità.

In aggiunta ho avuto un piccolo nuovo assaggio di cultura partecipando a due sessioni fotografiche di gruppo, una indossando abiti cinesi della dinastia Han, in occasione di una visita organizzata all'Associazione Buddista di Kuala Terengganu, dove ho approfondito la mia conoscenza della religione buddista sorseggiando del tè floreale, e la seconda a Bukit Putera (letteralmente "Collina della principessa"), con vestiti tipici malesi (baju kurung e sarong) e la tradizionale danza dei guerrieri.

Restando in tema abbigliamento, a Terengganu sono famosi i cosiddetti batik. Il loro nome deriva dall'omonima tecnica, consistente nel coprire con cera le parti del tessuto che non si vogliono colorare, creando disegni e motivi di vario tipo. Questi tessuti, che siano con stampe colorate o fatti a mano, possono essere trasformati in un qualsiasi cosa con un pizzico di fantasia: un abito, un hijab, un pareo, un crop-top, bandane, fazzoletti, tovaglie, e chi più ne ha più ne metta! Alcuni batik arrivano a costare centinaia di euro, specialmente i capi d'alta moda con design particolari e unici nel loro stile.

Questa è stata la mia esperienza. Sono state due settimane intense, e una interessantissima occasione per provare sulla mia pelle la vita e le tradizioni di un altro stato, incontrando al contempo nuove persone e scoprendo un ulteriore lato dell'incredibile Paese in cui mi trovo.

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Oggi ho l'immenso piacere di raccontarvi un po' della mia recente esperienza di scambio, che ha avuto luogo dall'11 al 24 marzo. In breve, si tratta di un programma di due settimane durante il quale gli studenti vengono assegnati ad una famiglia temporanea in uno stato diverso da quello in cui ci si trova, per dare loro la possibilità di vivere in un ambiente diverso e fare nuove esperienze.

Da Klang, la mia attuale città nel Selangor (che ho menzionato nel mio primo diario, fateci un salto) mi sono così trasferita nello stato di Terengganu, più precisamente nella capitale Kuala Terengganu, situata a otto ore di pullman di distanza. Ad accompagnarmi c'erano altri sette studenti, anche loro in fermento per l'eccitazione dovuta all'avventura che di lì a poco avremmo vissuto.

Entriamo ora nel vivo dell'articolo. Inizio spendendo due parole riguardo a Terengganu: esso, insieme a Kelantan e Kedah, è da annoverarsi fra gli stati più conservatori della Malesia, ovvero quelli dove la presenza dell'Islam è molto più forte e la popolazione è a maggioranza malese e musulmana. Anche la scuola, per esempio, inizia di domenica, mentre a Klang il weekend è identico a quello italiano.

 

Terengganu si trova a nord-est del Paese ed é rinomato e conosciuto a livello internazionale per le meravigliose spiagge ed le acque cristalline, fra le più belle nel Mare Cinese del Sud. L'isola di Redang, che ho esplorato durante una gita di due giorni organizzata dal centro locale di Afs, è possibile ammirare la barriera corallina, nuotare insieme a pesci tropicali e scorgere piccoli squali o addirittura tartarughe, ma solo se siete particolarmente fortunati. Questo stato è inoltre famoso per la varietà di pesce presente, specialmente per il "keropok", che potremmo definire uno snack a base di pesce molto gustoso, presente anche nella versione fritta e croccante "keropok lekor", accompagnato da salsa chili.

Moschea di Cristallo di Pulau RedangIl mio soggiorno mi ha inoltre insegnato parecchio riguardo alla religione islamica. Complici soprattutto le visite alla Moschea di Cristallo, vicina all'enorme "Islamic Heritage Park"', che espone repliche ridotte delle più belle moschee al mondo, e la mia famiglia, che pur essendo cinese è stata felice di rispondere alle mie curiosità.

In aggiunta ho avuto un piccolo nuovo assaggio di cultura partecipando a due sessioni fotografiche di gruppo, una indossando abiti cinesi della dinastia Han, in occasione di una visita organizzata all'Associazione Buddista di Kuala Terengganu, dove ho approfondito la mia conoscenza della religione buddista sorseggiando del tè floreale, e la seconda a Bukit Putera (letteralmente "Collina della principessa"), con vestiti tipici malesi (baju kurung e sarong) e la tradizionale danza dei guerrieri.

Restando in tema abbigliamento, a Terengganu sono famosi i cosiddetti batik. Il loro nome deriva dall'omonima tecnica, consistente nel coprire con cera le parti del tessuto che non si vogliono colorare, creando disegni e motivi di vario tipo. Questi tessuti, che siano con stampe colorate o fatti a mano, possono essere trasformati in un qualsiasi cosa con un pizzico di fantasia: un abito, un hijab, un pareo, un crop-top, bandane, fazzoletti, tovaglie, e chi più ne ha più ne metta! Alcuni batik arrivano a costare centinaia di euro, specialmente i capi d'alta moda con design particolari e unici nel loro stile.

Questa è stata la mia esperienza. Sono state due settimane intense, e una interessantissima occasione per provare sulla mia pelle la vita e le tradizioni di un altro stato, incontrando al contempo nuove persone e scoprendo un ulteriore lato dell'incredibile Paese in cui mi trovo.

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