Biblioteca, i nuovi arrivi di aprile

Biblioteca, i nuovi arrivi di aprile

Libri

Saggi e romanzi tra i nuovi arrivi in biblioteca del mese di aprile. Da Calvino alla storia linguistica dell'Italia di Tullio De Mauro, dalla letteratura italiana del '900 fino ad autori "monstre" come Dante, Petrarca, Boccaccio e Ariosto. Tra i romanzi la storia di Hana, una ragazza albanese che decide di crescere da uomo.

 


Rosamaria Loretelli, L'invenzione del romanzo. Dall'oralità alla lettura silenziosa, Laterza

Rosamaria Loretelli, L'invenzione del romanzoTra la fine del Settecento e gli inizi dell’Ottocento nasce una forma letteraria nuova che si impone come il canone contemporaneo: il romanzo. La sua invenzione coincide con il passaggio dalla lettura orale e collettiva a quella silenziosa e individuale. E trasforma il nostro modo di pensare la realtà: da quel momento il racconto diventa lo stesso universo mentale degli uomini occidentali. La storia di una trasformazione essenziale per la nostra civiltà che coinvolge tutti i lettori di romanzi ma non solo.

 


 

Giuseppe Patota, La grande bellezza dell'italiano, Dante, Petrarca e Boccaccio, Laterza

Giuseppe Patota, La grande bellezza dell'italianoLa grande bellezza della lingua italiana – e dei classici che per primi le hanno dato forma – è qualcosa di cui tutti dovrebbero godere. Per questo ho scritto il libro che avete in mano.

L’associazione fra l’italiano e la bellezza ricorre da secoli fra le persone colte di tutto il mondo. Nel corso del tempo, la nostra lingua è stata definita armoniosa, delicata, dolce, elegante, gentile, gradevole, graziosa, melodica, piacevole, seducente. «Gli angeli nel cielo parlano italiano», fa dire Thomas Mann al protagonista di un suo romanzo.

Tutto cominciò nel Trecento, con i capolavori di Dante, di Petrarca e di Boccaccio. La Divina Commedia, il Canzoniere e il Decameron rappresentano il momento di fondazione di un modello linguistico e letterario a lungo ritenuto insuperato.

Giuseppe Patota riscopre per noi la bellezza della lingua inventata e usata dai grandi del nostro Trecento, illustrandone le opere e svelandone i segreti. Scopriamo così, pagina dopo pagina, un Dante capace di tendere l’italiano come se fosse un elastico, fino all’estremo della sua capacità espressiva, un Petrarca che domina i numeri e il sistema binario al pari di un genio dell’informatica, un Boccaccio straordinario prestigiatore linguistico che estrae meraviglie verbali dal cilindro del suo Decameron.

 


 

Fernando Savater, Borges, Laterza

Fernando savater, Borges«In queste pagine potrò raccontare soltanto l’effetto che Borges ha avuto su di me, uno dei suoi tanti lettori: in che modo mi colpì ciò che lessi e seppi di lui, quali piaceri e quali riflessioni gli devo, qual è stato il mio Borges e in che senso sono stato trasfigurato dalla sua frequentazione, dal suo contagio…». Un filosofo scrittore racconta la sua passione per il maggior autore di lingua spagnola del Novecento. Ne risulta una paradossale agiografia che sfata il cliché dell’autore coltissimo e contorto.

 


 

Tullio De Mauro, Storia linguistica dell'Italia unita, Laterza

Tullio De Mauro, Storia linguistica dell'Italia unitaPubblicata nel 1963, questa Storia presentava l'uso della lingua nella poesia e nella prosa letteraria e i singoli fenomeni linguistici come parti dell'evoluzione complessiva del linguaggio dell'intera popolazione: la persistenza e dominanza dei molti dialetti, la lenta conquista collettiva della conoscenza e dell'uso parlato della lingua, il declino dell'aulicità. E quest'evoluzione a sua volta era studiata in rapporto con le grandi tendenze della società italiana postunitaria: il decrescente, ma sempre persistente analfabetismo, la faticosa e lenta scolarizzazione, l'emigrazione, la prima industrializzazione, le migrazioni interne e l'urbanizzazione, la diffusione della stampa, le scarse letture, la nascita e l'incidenza di cinema, radio, televisione. Le tecniche dell'analisi linguistica strutturale e le statistiche erano messe a servizio della storia. Era un «guardare in faccia» (Gramsci) la realtà italiana, linguistica e non solo. Non tutti gradirono, allora. Ma è stata ritenuta uno strumento di qualche utilità se poi è stata riedita e ristampata ogni due, tre anni, attraversando le nostre collane fino a quest'edizione per i 150 anni dell'Unità.

 


 

Tullio De Mauro, Storia linguistica dell'Italia repubblicana, Laterza

Tullio De Mauro, Storia linguistica dell'Italia repubblicanaLa cultura e la lingua del nostro paese, due fattori primari per la sua vita, dai primi passi della Repubblica all’Italia del nuovo secolo.

La svolta istituzionale e politica del 1946 rinnovò profondamente l’Italia, nel costume, nella cultura e nel linguaggio. Le città erano piene di cumuli di macerie, ma nella pace ritrovata le speranze prevalevano. In quel bisogno di esprimersi, la lingua comune fu chia­mata a rispondere a una pluralità di impieghi e registri prima sconosciuta, e così accadde anche ai dialetti. Parte da questa volontà di nuovo la Storia linguistica dell’Italia repubblicana, che si propone di continuare fino all’oggi la Storia linguistica dell’Italia unita dedicata agli anni dal 1861 al secondo dopoguerra.
Il libro racconta il quadro delle condizioni linguistiche e culturali del paese a metà Novecento: un paese contadino segnato da bassa scolarità, analfabetismo, predominio dei dialetti. Individua poi i mutamenti di natura economica, sociale, politica e le luci e le ombre di quel che è avvenuto nel linguaggio: largo uso dell’italiano nel parlare, ma continua disaffezione alla lettura, nuovo ruolo dei dialetti, scarsa consuetudine con le scienze, mediocri livelli di competenza della popolazione adulta, difficoltà della scuola. L’ultimo capitolo, infine, mostra come tutto ciò incida sui modi di adoperare la nostra lingua: sul vocabolario e la grammatica che usiamo, parlando in privato o in pubblico, o scrivendo testi giornalistici, amministrativi e burocratici, letterari o scientifici.

 

 


 

Cesare Segre, La letteratura italiana del Novecento, Laterza

Cesare Segre, La letteratura italiana del NovecentoDalla penna di un grande critico e filologo, protagonista del panorama intellettuale, un canone della letteratura e l’affascinante ritratto di un’epoca.

 


 

Alberto Casadei, Ariosto: i metodi e i mondi possibili, Hoepli

Alberto Casadei, Ariosto: i metodi e i mondi possibiliNella raccolta di saggi, impiegando in modo originale il concetto di “mondo possibile”, Alberto Casadei punta a ricomporre la frattura tra gli aspetti formali-armonici e i contenuti disarmonici dell'Orlando furioso, che costituisce tuttora un problema centrale per la critica letteraria.

 

 


 

Silvio Perrella, Calvino, Laterza

Silvio Perrella, CalvinoSu Calvino, il libro migliore e più raccomandabile è quello di Silvio Perrella. La sua grande capacità è quella di seguire il suo eroe mantenendo l’unità della persona nonostante i mutamenti di orizzonte. Cesare Cases

Con questo libro di Silvio Perrella mi pare proprio che la generazione ‘calviniana’ sia giunta a una svolta. Alfonso Berardinelli

Questo non è proprio un saggio, ma un romanzo in cui il protagonista – Italo Calvino – è al tempo stesso un uomo in carne e ossa e un fantasma, uno scrittore realmente esistito e una finzione narrativa. Marco Belpoliti

Il bellissimo Calvino di Silvio Perrella è un libro veramente esemplare per ogni tipo di indagine futura. Emanuele Trevi

 


 

Elvira Dones, Vergine giurata, Feltrinelli

Elvira Dones, Vergine giurataHana abbandona gli studi universitari che, piena di curiosità e di entusiasmo, aveva da poco iniziato all’Università di Tirana per tornare a vivere sulle montagne del Nord dell’Albania, nella casa dello zio che l’ha cresciuta dopo la morte dei genitori e che adesso è vedovo e malato. Un atto d’amore e di gratitudine che assume i tratti di uno spaventoso olocausto di sé quando Hana, che si rifiuta di accettare il matrimonio combinato che permetterebbe allo zio di morire in pace ma che costringerebbe lei a rinunciare alla propria indipendenza, pensa che l’unica via di uscita sia diventare una Vergine giurata: una di quelle donne, cioè – la cui esistenza è prevista dal Kanun albanese –, che decidono di farsi uomini e di rinnegare la propria femminilità. L’onore della famiglia è salvo, lo zio è fiero di lei e finalmente libero di arrendersi alla malattia che lo divora. Hana ama i libri sopra ogni cosa, è appassionata, sensibile. E a Tirana aveva appena scoperto di essere innamorata. Nella cupa solitudine delle montagne si abbrutisce e si imbruttisce per sopravvivere alla fatica, al freddo, allo sconforto. Finché la cugina Lila, emigrata tanti anni prima negli Stati Uniti, non riesce a convincerla a infrangere il giuramento.

La storia di una donna albanese che sacrifica la sua femminilità per essere libera, e poi sacrifica il proprio onore per tornare a essere donna. Senza mai azzerare il suo cuore.

 

 


 

Ellis Peters, La bara d'argento, Tea

Ellis Peters, La bara d'argentoIl possesso delle reliquie di santa Winfred ha scatenato una controversia fra i monaci benedettini di Shrewsbury e gli abitanti di un pacifico borgo del Galles. Dopo le trattative, e le minacce, a complicare le cose viene scoperto il cadavere di Rhisiart, il principale oppositore dei monaci, trafitto da una freccia. Sulla piccola ma combattiva comunità sembra abbattersi la maledizione della santa. Ma fratello Cadfael non si accontenta delle apparenze, e, tra sospetti, reticenze e falsi indizi, riesce ancora una volta a far luce su un caso complicato e imbarazzante.

 

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